Chinese stuff – La cultura cinese in 10 oggetti

Ci sono alcuni oggetti che sono tipicamente cinesi, di uso quotidiano, che hanno una loro storia e una loro tradizione e che sono diventati un simbolo all’interno di questa cultura millenaria e affascinante. Così passeggiando tra le bancarelle di una fiera del libro che si svolge ogni anno a Chaoyang Park, ho trovato questo testo che si chiama, appunto, Chinese Stuff (Cose cinesi) ed ho deciso subito di acquistarlo. Di seguito vi elencherò alcuni di questi oggetti, quelli che, a mio parere, sono i più interessanti per capire meglio la cultura cinese.

1. Quaderni per esercitarsi a scrivere i caratteri cinesi

Si tratta di quaderni 田格本 tiangeben, le cui pagine sono divise in quadrati di un centimetro e che i bambini cinesi usano sin dalla scuola dell’infanzia per imparare a scrivere i caratteri, gli 汉字 hanzi, che devono rispettare delle proporzioni e delle regole di scrittura. Ecco che il piccolo Wang, ma anche lo studente straniero che si approccia allo studio del cinese, dovrà scrivere e riscrivere quel carattere fino a impararlo a memoria. Ricordo quando lo facevo io all’Università: righe e righe di segni, che per tutti i miei amici erano semplicemente il nulla, ma che il mio professore di scrittura spiegava con passione e si accorgeva se all’esame non avevamo scritto i tratti nell’ordine giusto! Purtroppo (o per fortuna), la tecnologia ha fatto in modo che le persone usassero il 拼音 pinyin per scrivere a computer o sui telefonini e quindi piano piano si sta perdendo la cultura della calligrafia.

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2. Erguotou 二锅头

È un liquore solitamente in bottigliette da 100 grammi, all’apparenza innocuo, ma talmente forte che al terzo bicchierino durante un pasto abbondante, renderebbe ubriaco chiunque. I Cinesi per tradizione e per dimostrare la propria ospitalità, sono abituati a offrire da bere ai loro commensali, ma il loro “offrire” è più un “obbligare”: viene, infatti, considerata maleducazione rifiutare un brindisi, anche se si sta sfiorando la perdita dei sensi o se, in cuor nostro, sappiamo già che un secondo dopo quel bicchierino, ci ritroveremmo protagonisti di scene poco piacevoli. È molto frequente, per esempio, vedere uomini d’affari che barcollano per strada usciti da una cena di lavoro, soprattutto i manager e i direttori, in quanto tutti i dipendenti vorranno brindare con i propri superiori e non potendo rifiutare… fate un po’ voi i conti, più grande è l’azienda, peggio sarà per loro!

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3. Thermos e bottiglie di vetro

Per i Cinesi, ma non solo per loro, è molto importante bere e idratarsi durante l’arco della giornata. Sicuramente perché l’acqua fa bene all’organismo, ma l’aria, soprattutto al Nord, spesso è secca e si sente proprio la necessità di bere. Per essere sicuri di avere sempre acqua a disposizione, i Cinesi se la portano da casa. Gli impiegati che lavorano in ufficio sono fortunati perché ci sono i dispenser di acqua calda e fredda da cui riempire le loro bottiglie di vetro o di plastica, ma chi starà fuori per parecchie ore come gli autisti di autobus o di taxi, oppure chi desidera fare una gita, porterà con sé un termos, non proprio comodo da trasportare, ma di vitale importanza! Fino a qualche tempo fa, i termos venivano regalati ai più meritevoli: il lavoratore modello, chi aiutava gli altri o chi vinceva una gara di canto. Cosa bevono i Cinesi? La risposta mi pare abbastanza ovvia, loro bevono tè, di ogni tipo, ma la cosa fondamentale è che ci sia sempre dell’acqua calda nella loro bottiglia, che viene considerata il rimedio della nonna per qualsiasi problemino di salute. Hai il raffreddore? La febbre? Mal di testa? Mal di pancia? Dolori alle orecchie? La risposta è sempre quella: 多喝热水 duohereshui, appunto, “bevi acqua calda”!

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4. La busta rossa, hongbao 红包

Contiene del denaro e di solito viene offerta alle occasioni importanti, un po’ come facciamo noi in Italia, quando a compleanni, Cresime, lauree, le nonne e i parenti ci regalano del denaro, così anche in Cina, in occasione di importanti cerimonie, è usanza portare in dono una busta rossa contenente dei soldi. C’è chi lo fa con piacere e chi è un po’ più riluttante, ma la tradizione va rispettata. Durante il Capodanno Cinese ci si scambia il numero maggiore di buste rosse di tutto il resto dell’anno, solitamente sono i più anziani che le regalano ai più piccoli, come buon auspicio per il nuovo anno. È capitato anche, di essere stata invitata ad un matrimonio cinese e di aver portato la busta come dono agli sposi per poi ritrovarmi inaspettatamente a mia volta con una busta in mano datami da loro stessi perché ero più giovane. Le gioie della vita!

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5. Mahjong 麻将 e Volano 羽毛球

Capita spesso, passeggiando in un parco, o per strada, di incontrare persone riunite attorno ad un tavolo che giocano con delle tesserine, simili a quelle del nostro Domino, ma con simboli, colori e, soprattutto, regole diverse. Il Mahjong è un gioco di tattica e di riflessione, un po’ come Scalaquaranta. È l’attività ricreativa più praticata in Cina ed è anche una delle più antiche, risale infatti al periodo della Dinastia Qing (1616-1911). Durante la settimana di vacanze del Capodanno Cinese, tutte le persone si riuniscono in casa e giocano, scommettono soldi, si divertono e stanno insieme. C’è chi, più competitivo degli altri, reagisce male alla sconfitta e ribalta il tavolino dalla rabbia!

Il Volano è un gioco più attivo del Mahjong e richiede più abilità che forza. Si tratta di piume colorate attaccate ad un supporto di plastica e metallo che i giocatori devono passarsi esclusivamente con i piedi, senza farlo mai cadere. Anch’esso è molto comune tra la popolazione cinese, tutti, dai piccoli agli anziani, ci sanno giocare e si resta impressionati dalla bravura e dalla leggerezza con cui questi passaggi avvengono. È un gioco che coinvolge sia i giocatori che gli spettatori.

6. Gusci di noci

Molti anziani amano far roteare due noci sul palmo della mano, è una cosa molto comune in Cina. Apparentemente non ha nessuna utilità, se non quella di anti-stress, ma è stato provato che giocare con queste noci può portare benefici alla salute in quanto migliora la circolazione sanguigna. Per gli appassionati di questo passatempo, questi gusci diventano come parte di loro, tanto da farli sentire a disagio nel momento in cui li appoggiano.

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7. Le scarpe della liberazione

Sono scarpe di tela verde con la suola in gomma che un tempo venivano usate dall’Esercito Popolare di Liberazione. Si dice che le prime siano state prodotte prima della Guerra di Liberazione del 1949 e che col tempo siano diventate di moda anche tra i civili, nonostante esse abbiano un aspetto molto umile e non siano propriamente comode a causa della suola sottile e della scarsa ventilazione. Dal 2003 l’Esercito ha cambiato calzature, ma queste sono rimaste nel cuore delle persone, che le indossano guardando al passato in modo un po’ nostalgico.

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8. Cappellini con la visiera per ripararsi dal sole

I Cinesi, ma soprattutto la popolazione femminile, non amano abbronzarsi, la pelle bianca è considerata sinonimo di bellezza, perciò d’estate, quando il sole e il caldo sono più potenti, si inizia a vedere queste persone in sella ai loro motorini o biciclette che indossano un cappellino con visiera nera incorporata. Questa visiera copre tutto il volto ed è multifunzionale: ripara dal vento, dai raggi UV del sole e dalla polvere. Ci sono poi altre varianti come cappellini con sciarpe incluse, degne di un Tuareg, o i manicotti che coprono le braccia dal gomito al polso, quando d’estate si gira con le maniche corte. Per preservare la bellezza e la salute della pelle, rinunciare ad essere fashion per qualche minuto, rischiando di spaventare la gente è un compromesso che i Cinesi sono disposti ad accettare.

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9. La mascherina

Dopo “Ma è vero che i cinesi mangiano i cani?”, credo che la seconda domanda più ricorrente quando torno in Italia sia “Indossi anche tu la mascherina?”. La risposta è SI, sarebbe sciocco non farlo, soprattutto in certe giornate, in cui il livello di PM 2.5 è parecchio alto. Sebbene il governo si stia impegnando per ridurre le emissioni dannose per l’ambiente e la salute dei suoi stessi cittadini, e sebbene nell’ultimo anno la situazione sia migliorata notevolmente, purtroppo la strada sembra ancora lunga (ma questo è un altro discorso che, magari affronteremo in un post dedicato). Quello a cui molti spesso non pensano è che la mascherina serva anche a proteggersi dalla polvere mentre si gira in bici e dai virus. Soprattutto nelle zone Settentrionali, quando il vento soffia, porta con sé la sabbia del deserto e la mascherina aiuta a proteggersi. Non dimentichiamo, inoltre, che nel 2002 la popolazione cinese ha dovuto affrontare una malattia mortale come la SARS, che aveva colpito soprattutto le zone di Hong Kong, Canton e Pechino. In quel periodo, per combattere questo nemico invisibile, tutti si lavavano continuamente le mani e nei luoghi pubblici indossavano le mascherine, questa paura-del-contagio si è poi trasformata in abitudine, condivisa anche in altri Paesi asiatici come Corea e Giappone.

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10. Strumenti di Medicina cinese

La Medicina tradizionale cinese ha radici antichissime, e spesso in Occidente è conosciuta principalmente per l’agopuntura. Ci sono tantissime altre forme in realtà, dai massaggi agli impacchi con le erbe, dalle tisane agli esercizi fisici. In questo post vorremmo concentrarci soprattutto su due strumenti, la coppetta di vetro ed il raschietto.

La prima viene utilizzata nella Coppettazione 拔火罐 bahuoguan, praticata per curare dolori muscolari, raffreddori, reumatismi e altre malattie che si è vista anche durante qualche gara di nuoto alle Olimpiadi di Rio del 2016. Queste coppette vengono riscaldate e applicate sulla parte del corpo da trattare creando un effetto di sottovuoto. Facendo confluire il sangue in quella zona, i sintomi verranno alleviati. I segni violacei di questi cerchi, saranno visibili per parecchi giorni, ma la cosa interessante è che nelle zone non problematiche non resterà alcuna traccia del trattamento.

Il raschietto 刮痧 guasha in realtà è un pezzo di corno di bue dalla forma rettangolare che viene sfregato sul collo, sul torace o sulla schiena del paziente. Lascia dei segni rossi sulla pelle, come dei graffi, ma in realtà non la danneggia e in pochi giorni non si vedranno più. Nella tradizione cinese, questa pratica porta numerosi benefici. Infatti serve per migliorare la circolazione sanguigna, espellere le tossine dal nostro corpo, alleviare la tensione dalle gambe (per esempio dopo uno strappo muscolare), ridurre la stanchezza e aumentare le difese immunitarie.

Questi erano solo dieci dei numerosi oggetti tradizionali presenti in questo Paese. Li conoscevate già? Ce ne sono altri che vi piacerebbe menzionare? Scriveteli nei commenti qui sotto!

Noi speriamo che questo articolo vi sia piaciuto, che vi abbia incuriosito e vi abbia fatto scoprire nuovi lati della cultura cinese.

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